(via @StefanoGuerrera)
di perché e di per come va abolito l’articolo 18
partiamo da un assunto: l’articolo 18 difende uno status quo.
i lavoratori, nel nostro paese, sono divisi tra chi è coperto dall’articolo 18 e chi no.
i primi hanno il posto sicuro, non dico che scaldino la sedia, magari in qualche caso sì, ma sarebbe populista sostenere (alla Brunetta) che è un comportamento generalizzato. i secondi “se la sfangano” passando da contratti precari a contratti precari, da assegni di ricerca a curriculum da mandare, da malattie non pagate a maternità licenziate.
e i sindacati si sono rivelati nel corso degli ultimi anni i difensori di questa barriera, garantendo ai tutelati il mantenimento del loro stato acquisito e rinunciando a una fetta di giovani, si dice, ma sarebbe meglio dire di lavoratori che non sono rappresentati. ah e dei pensionati. il sindacato dei pensionati.
bisogna cambiare la mentalità. dei lavoratori e dei datori di lavoro: da un lato bisogna assumere il punto di vista che cambiare è un bene, promuove la crescita personale e professionale e dall’altro bisogna capire che se anche la mobilità è un bene ci sono rischi (la malattia, il rimanere a piedi e via dicendo) che sono un costo che non deve gravare sul lavoratore.
Questo lo so fare anch’io
Quote
Quando qualcuno dice: “Questo lo so fare anch’io” vuol dire che lo sa rifare. Altrimenti lo avrebbe già fatto prima.
vorrei ringraziare elDievel e leRobespierre
lele mora
sei un pagliaccio.
Pe-pe-pe-pe-pe-pe, pe-pe-pe-pe-pe-pe, pe-pe-pe-pe-pe-pe, pe-pe
ci sono 3 cose per cui esiste l’internet
The Soccial’ Formigoni
cose che mi hanno rotto il cazzo
Rughe
Pasolini aveva un senso acuto della realtà del volto umano, come luogo d’incontro di energie ineffabili che esplodono nell’espressione, cioè in qualche cosa di asimmetrico, di individuale, di impuro, di composito, insomma il contrario del tipico.




